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Sulla mia pelle

Locandina Sulla mia pelle
Anno

2003

Regia
  • Valerio Jalongo
Formato
  • 101'
Cast
  • Ivan Franek
  • Vincenzo Peluso
  • Donatella Finocchiaro
  • Stefano Cassetti
  • Mario Scarpetta
  • Antonio Pennarella
  • Riccardo Zinna
Sceneggiatura
  • Gualtiero Rosella
  • Valerio Jalongo
  • Enzo Civitareale
  • Diego De Silva
Direttore della fotografia
  • Alessandro Pesci
Scenografia
  • Giancarlo Muselli
Montaggio
  • Luciana Pandolfelli
Costumista
  • Carolina Olcese
Suono
  • Fabio Felici
Musiche
  • Paolo Buonvino
Pressbook

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Tony Zanchi aveva una vita, una famiglia, ma questo era prima del carcere, di anni passati in una cella tre metri per due. Ora a Tony non resta molto della sua vita precedente. Tony però ha voglia di riannodare i fili della propria esistenza, il carcere l’ha fatto maturare, si sente un uomo diverso, perfino gli educatori e gli psicologi attestano questa crescita.
Tony si appresta a una nuova realtà, quella della semilibertà, una prospettiva meravigliosa per chi conosce da troppo tempo solo la solitudine della cella.
Fuori dal carcere però la vita non è quella che Tony ha sognato.
La nuova quotidianità di Tony è una corsa contro il tempo, ogni dettaglio della sua vita è definito per legge nel piano di trattamento firmato dal giudice di sorveglianza.
Anche Bianca e Alfonso, proprietari del caseificio Cimarosa dove Tony ha trovato lavoro, seguono delle regole rigide: il latte non conosce domeniche o vacanze, va munto ogni giorno e ogni giorno va trasformato.
È un lavoro pesante, che ha permesso all’azienda di famiglia di crescere, di fare investimenti. Ma anche di accumulare debiti. Un giorno Tony assiste al pestaggio di Alfonso, ma non interviene in sua difesa. È chiaro che il caseificio, sta cadendo nelle mani della malavita.
Il carcere ha insegnato a Tony che è meglio farsi i fatti propri: un semilibero poi è un sorvegliato speciale, una piccola mancanza può fargli perdere quella piccola libertà che si è guadagnato. Allo stesso tempo però, al destino del caseificio è legata la sua libertà: senza un lavoro tornerebbe ad essere un semplice detenuto.
Tony si trova allora coinvolto in un gioco sotterraneo che scavalca convenzioni e barriere: Alfonso e Bianca sono i suoi datori di lavoro, ma quel lavoro non sanno difenderlo dalla prepotenza di chi vuole prendersi tutto. È così che a poco a poco cresce tra loro, e ancora di più con Bianca, un vincolo segreto di solidarietà.
La semilibertà non è solo la condizione di chi deve per legge tornare ogni sera in cella, i semiliberi sono anche coloro che pagano il pizzo, che sono indebitati con gli usurai, che ingoiano i soprusi, coloro che non hanno il coraggio di reagire all’ingiustizia.
La libertà, dopo anni nell’oscurità di una cella, è un’emozione incomparabile, una promessa di felicità che Tony avverte sulla sua pelle, un raggio di sole che irrompe tra le sbarre. Ma una luce troppo forte, può anche accecare

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